Nel giugno di quest'anno Bompiani ha pubblicato la traduzione in italiano di un libro di David Byrne dal titolo “Diari della bicicletta” che ci svela un aspetto inedito di questo musicista di origini scozzesi, naturalizzato negli Stati Uniti.
David Byrne è un ciclista metropolitano. In questo libro ci racconta le sue sensazioni, le sue emozioni e le sue curiosità di viaggiatore, pedalando, in sella alla sua bicicletta, nelle grandi citta dal lui visitate nel corso dei suoi impegni professionali degli ultimi 10-12 anni.
Ma per dirla con le sue parole nell'introduzione del libro: “... Pedalando nelle principali capitali del mondo provavo lo stesso senso di liberazione che avevo sperimentato a New York. Mi sentivo più vicino alla vita delle strade di quanto non sarebbe accaduto se fossi stato in un'auto o su un qualche mezzo pubblico: potevo fermarmi dove volevo; spesso (molto spesso) (ndr - "la bicicletta") mi permetteva di spostarmi dal punto A al punto B in modo più rapido che se avessi usato un'automobile o un taxi; inoltre non mi costringeva a seguire un percorso prestabilito. Mentre l'aria e la vita delle strade mi sfrecciavano accanto, in ogni città si impadroniva di me la stessa eccitazione. Era come una droga.”
Per David Byrne l'andare in bicicletta è come una finestra affacciata su un paesaggio urbano attraverso la quale può cogliere più facilmente gli aspetti della realtà che si presenta ai suoi occhi.
Nella parte centrale il libro riporta i suoi diari di viaggio scritti nel corso delle trasferte nelle città di Berlino, Istambul, Buenos Aires, Manila, Sydney, Londra, San Francisco e le sue impressioni negli spostamenti quotidiani nella citta di New York dove risiede e lavora.