di Tonina Santi
Ad
ogni inizio di anno scolastico, si rinnova la lamentela dei genitori, a cui fa eco la stampa locale e nazionale; si fa un gran polverone per poi passare, nel giro di una settimana, dal borbottio
al pigolio e, alle famiglie rassegnate e impotenti, non resta che affrontare la non indifferente spesa.
Affinché il diritto allo studio si sostanzi in aiuti concreti si può fare qualcosa? E chi lo può fare?
La Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, ad esempio, ha istituito finanziamenti per la “concessione di contributi alle istituzioni scolastiche che provvedono alla fornitura di libri di testo in comodato gratuito agli alunni delle prime due classi delle scuole secondarie di 1° grado e di 2° grado, per l'anno scolastico 2009-2010” Il servizio prestito gratuito, ha tanto di Regolamento, deliberato dall'Istituto stesso, in cui si precisano le modalità di organizzazione e della gestione del servizio. Si invia una circolare alle famiglie e ai collaboratori scolastici, in cui si porta a conoscenza delle modalità per ottenere il prestito dei libri e per la loro restituzione, o come tenerli nel caso servissero anche per l'anno successivo.
E non si tratta solo di un aiuto finanziario – che non è poco, - ma l'attenzione è posta anche sull'interesse educativo, proprio della scuola, attraverso l'insegnamento del rispetto per un bene comune che, l'anno successivo, servirà ad altri alunni.
Anche la Regione Lombardia stanzia ogni anno fondi attraverso l'erogazione dei buoni scuola. Ma qual'è la differenza? La differenza c'è ed è importante.
Intanto per venirne a conoscenza devi navigare su Internet (se hai il P.C.), recarti poi ogni anno ad uno dei vari C.A.F affinché venga riconosciuto - attraverso documenti appropriati - il tuo stato di bisogno, indi recarti all'Ufficio Servizi Sociali del tuo Comune e, se la tua domanda verrà accolta, non ti resta che attendere l'erogazione dei buoni scuola, Aggiungi un'altra mezz'oretta (magari con permesso dal lavoro) per andare a ritirarli. Questi buoni verranno spesi nelle cartolerie, facendo sapere a tutti i fatti tuoi.
Nel Friuli Venezia Giulia, il diritto allo studio è riconosciuto a tutti con un sistema di pari dignità degli alunni e le famiglie; la Regione Lombardia, sceglie la carità elargita attraverso pratiche burocratiche che richiedono anche faticose perdite di tempo.
E, probabilmente, spende meno chi riutilizza i testi per più anni scolastici.
Con un po' di buona volontà dei nostri amministratori e di coloro che sono coinvolti nella gestione scolastica, si potrebbero cambiare le cose anche a Como. Comunque, sarebbe già importante porsi almeno il problema.