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Logo Unione CivicaTratto dal giornalino del' Unione Civica del Dicembre  2009


Lo stato delle cose


A quasi quattro anni dall’insediamento dell’attuale giunta comunale vale la pena di fare un po’ il punto della situazione sullo stato di salute del paese dando voce soprattutto ai cittadini la cui opinione, spesso e volentieri è non solo ignorata ma tradita nelle legittime aspettative.
Basterebbe vedere i tempi ed i modi di approccio del cittadino ai servizi comunali, modi e tempi che l’amministrazione contingenta in orari non facilmente accessibili senza il supporto di ore o giorni di permesso lavorativo.
Calcolando la mancata apertura del sabato mattina e nonostante le ripetute asserzioni di eccellente funzionalità amministrativa da parte di questa giunta, il servizio al pubblico dimostra la sua macroscopica carenza. 

Come di macroscopica carenza è necessario parlare in fatto di manutenzione e pulizia delle strade, più evidente nella parte interna del paese dove, per senso civico, ciascuno provvede come può senza il supporto di alcun piano globale efficace da parte dell’amministrazione comunale.

E visto che siamo in tema di territorio, un silenzio tombale è sceso sulla frana di Cavadino, frana annunciata come recitava un manifestino dell’ Unione Civica, emblematica di una condizione idro-geologica e paesaggistica a rischio nell’ambito della quale, tuttavia, si continua a lavorare.
Problematiche irrisolte quali il destino delle ex scuole comunali e dell’ex asilo di Urio oltre al caso controverso e nebuloso dell’hotel Concord permangono tali malgrado le risonanti dichiarazioni di intenti sbandierate in campagna elettorale da questa amministrazione.
Su questi e su altri casi l’Unione Civica si è più volte fatta interprete di proposte concrete di cambiamento e di soluzione ai problemi che la cittadinanza si aspetta.
Preoccupante per il futuro appare, inoltre, la posizione della giunta per quanto attiene l’area socio-culturale e scolastica, area spenta e senza vita le cui ricadute negative faranno sentire il loro peso sulle future generazioni.

Tutto questo non appare consolante ma tant’ è, visto che in questi quattro anni di amministrazione i programmi e le risorse finanziarie relative hanno sistematicamente ignorato esigenze e priorità tra le più elementari del paese.

L’obiettivo che questo foglio si propone è quello di far conoscere ai cittadini la verità sullo stato delle cose e la determinazione dell’Unione Civica nel perseguirla.

 

Concord e sottopasso

 

Da qualche mese sono iniziati i lavori sull’area dell’ex albergo Concord. Il progetto di questo albergo ha subito diverse variazioni, passando prima da albergo a casa di riposo con aumento di volumetria e ritornando a destinazione alberghiera con nuovo cambio di regolamento edilizio (ricordiamo ai cittadini che i costi delle variazioni del regolamento edilizio sono a carico del comune). Ora tutti abbiamo visto radere al suolo questa costruzione e siamo in attesa di vedere il futuro di questo nuovo albergo.
Nonostante il progetto e la simulazione fotografica che evidenziano una costruzione faraonica,resta il legittimo dubbio sulla destinazione e il reale ingombro fino al completamento dei lavori. Non ci sarebbe da stupirsi se durante i lavori le cose cambiassero ancora e magari l’attuale progetto fosse nuovamente stravolto per trasformarlo, ad esempio, in edilizia residenziale. A Brienno esiste già qualcosa di simile che è stato bloccato da quella Amministrazione comunale.
Saprà il nostro sindaco fare altrettanto nella salvaguardia del territorio? Per il momento si è iniziato a sbancare l’esistente e ad approntare il sottopassaggio. Questa è un opera estremamente importante e di pubblica utilità sia in termini di sicurezza che di migliori collegamenti nel paese. Ma è giusto che tale opera si ottenga in cambio di uno fregio notevole al nostro territorio? Secondo noi è giusto programmare degli interventi indispensabili al territorio senza svendere o snaturare l’ambiente paesaggistico. Parlando con la gente si sente dire: “Era ora che si facesse il sottopasso”.

Siamo tutti concordi nell’affermare questo ma, l’Amministrazione Comunale, poteva e doveva farlo da sola con un progetto appositamente studiato in funzione delle esigenze dei cittadini e non di quelle di chi lì sta costruendo un albergo privato e che crea il sottopasso solo per propria utilità concedendone solo l’uso pedonale alla cittadinanza. Tra i tanti vanti sbandierati da questa amministrazione c’è sempre stato un bilancio molto florido. Ma un comune non è una società di lucro: tutti i fondi dovrebbero essere reinvestiti in opere e servizi ai cittadini.
Ecco quindi che il sottopasso poteva essere fatto autonomamente dal comune senza svendere in cambio una porzione importante del paese ai privati.

 

Il patrimonio socio-culturale e scolastico

Come utilizzare al meglio l’ex asilo di Urio e l’ex palazzo municipale

 

La scuola materna di Urio ha cessato la propria attività e il regolamento statutario dell’istituto prevede il trasferimento dell’immobile al Comune con obbligo dell’utilizzo in ambito sociale.
In consiglio comunale era stato chiesto al sindaco una previsione di utilizzo che non aveva trovato risposta concreta, ma indefinite supposizioni. Allo stato attuale non è pervenuto alcun progetto o indicazione di previsione di utilizzo dello stabile. Che dire…idee ce ne sono per poterlo utilizzare, basta pensarci ed avere la volontà di volerle realizzare.

Sarebbe opportuno ascoltare le proposte e le necessità della gente per stabilire come sfruttare al meglio questa nuova risorsa entrata a far parte del patrimonio comunale, invece di lasciare inutilizzata la struttura. Un esempio è il micronido che, sentite le esigenze di molti genitori del territorio potrebbe avere una larga utenza tra i comuni dell’Unione. Anche l’ex palazzo municipale, nonché ex scuola, è un edificio che offre grandi possibilità di impiego in ambito socio culturale.
Attualmente, la struttura è sottoutilizzata, in quanto gli spazi a disposizione non sono totalmente occupati. Le associazioni, che hanno qui le loro sedi, non la utilizzano quotidianamente (una o due volte la settimana) ed inoltre durante il giorno l’edificio rimane quasi sempre vuoto.
Non potrebbe esserne ottimizzato l’utilizzo allargando la disponibilità anche ad altri servizi ed iniziative? L’ Unione Civica, ad esempio, ha più volte proposto il trasferimento in questo stabile della biblioteca comunale, per la quale questa amministrazione (e di conseguenza noi cittadini) versa un canone di locazione di circa 7.500 euro all’anno! Il risparmio che ne deriverebbe potrebbe favorire l’assunzione di un bibliotecario o il rinnovo del patrimonio librario (ad oggi molto scarso) creando finalmente un servizio di biblioteca veramente utile per tutta la popolazione. Si potrebbe contestualmente creare un centro polifunzionale magari con postazione internet per i ragazzi rendendolo un centro di aggregazione di cui il paese ha davvero bisogno. La biblioteca posizionata qui avrebbe facile accesso per tutti, anche per chi arriva con la macchina grazie al parcheggio.
Si tratta semplicemente di ottimizzazione dei costi e degli spazi. Questa amministrazione ha inoltre speso circa 39.000 euro per posizionare pannelli fotovoltaici che oltre a risparmiare energia, permettono anche di venderla; a maggior ragione sarebbe opportuno sfruttare meglio questa risorsa.

 

Lo stato di salute delle nostre strade

 

Percorrendo le vie interne del paese non si può fare a meno di notare lo stato di degrado in cui versano le strade e le scale.

Strada 1Strada 2

I caratteristici viottoli in sasso che rendono unico il paesaggio dei borghi lacustri sono in totale stato di abbandono e non vedono da molto tempo nessun intervento di manutenzione, anzi, al contrario, lavori di rappezzamento eseguiti male e frettolosamente. Premesso che, in campagna elettorale questa amministrazione ha sbandierato la promessa di rifacimento delle strade del paese, possiamo osservare la totale mancanza di cura e custodia delle scale e delle vie interne lasciate all’abbandono e alla volontaria attenzione di pochi cittadini che sono costretti a porre rimedi nei modi più opportuni per evitare disagi al passaggio delle persone e garantire una precaria incolumità.
Quasi tutte le strade sono completamente dissestate e i tombini non vengono mai puliti per evitare di far riempire troppo la fognatura che non è in grado di contenere tutte le acque di scolo.
Al disagio del dissesto di tutto il calpestio si aggiunge quello dell’acqua piovana che senza il regolare funzionamento dei tombini causa veri e propri ruscelli che lungo le scalinate diventano torrenti.
Pur nel suo aspetto caratteristico con numerose scalinate e viette strette e non carrozzabili, questo paese presenta dei disagi al movimento pedonale, soprattutto per gli anziani e coloro che hanno difficoltà motorie; sarebbe quindi maggiormente auspicabile una costante manutenzione delle strade e delle scalinate per garantire l’incolumità e la sicurezza di tutte le persone e agevolare maggiormente coloro che hanno difficoltà motorie.
In consiglio comunale il sindaco ha dichiarato che ha aspettato a sistemare le strade del paese in quest’ultimo anno per lasciarle vicino alla campagna elettorale e le domande sorgono spontanee: visto lo stato attuale riuscirà a far tutto e soprattutto bene? In questi quattro anni non doveva essere una priorità quella delle strade?
A nostro parere subordinare i lavori di
rifacimento delle strade (accollando parte delle spese a carico dei privati) alle scadenze di campagna elettorale prolunga il disagio dei cittadini a favore di squallide operazioni politiche, affrontando i problemi solo parzialmente ed in ritardo.

 

Non c’è spazio per acqua a basso costo

L’amministrazione comunale non trova spazio per il distributore di acqua

 

Distributore AcquaLa Provincia di Como ha lanciato nei mesi scorsi il progetto “H2O” che prevede l’installazione di piccole strutture, che occupano una superficie di 3 metri per 3 realizzate secondo rigidi criteri ambientali, con materiali non inquinanti e autoalimentate attraverso una centralina fotovoltaica, e che erogano acqua dell’acquedotto microfiltrata, gassata e liscia “a km 0”.
L'idea ha lo scopo di incentivare il consumo di acqua del rubinetto, acqua che, lo ricordiamo, viene controllata e filtrata costantemente, e non analizzata a campione come quella venduta in bottiglia.
Attraverso appositi erogatori i cittadini possono attingere direttamente alla rete idrica e prelevare, gratuitamente o ad un prezzo simbolico di pochi centesimi di euro, sia l'acqua naturale sia quella gasata. Il tutto con un notevole risparmio sul consumo di bottiglie di plastica fatto da cui l’ambiente trae un sensibile giovamento.

La Provincia di Como finanzia il progetto al 50%, fino ad un massimo di 15 mila euro il resto è a carico dei Comuni che decideranno anche l'eventuale prezzo al pubblico.
Nei comuni dove questi impianti sono già attivi il successo è stato notevole così come il risparmio economico delle famiglie residenti.
Siamo convinti che questo progetto possa contribuire ad aumentare ancor più la coscienza dei cittadini sull'importanza di un bene pubblico indispensabile come l'acqua.

E’ bene ricordare che l’acqua potabile è un bene finito, indispensabile all’esistenza di tutti gli esseri viventi.

La sua disponibilità ed accesso devono essere garantiti a tutti in quanto diritti inalienabili ed inviolabili della persona.

Tutte le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche e non mercificabili e costituiscono una risorsa che deve essere salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà.

In oltre qualsiasi uso delle acque deve essere effettuato considerando le aspettative e i diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale.
L’Unione Civica Carate Urio ha richiesto al sindaco di aderire alla campagna promossa dalla Provincia di Como sul progetto “H2O”con una interpellanza fatta a fine Luglio. Dopo la solita lunga pausa di riflessione il Sindaco ci ha risposto che aveva preso in considerazione l’idea, ma che non essendoci sul territorio uno spazio adeguato ad accogliere la “casa dell’acqua” questo progetto è stato accantonato.
E’ possibile che un’ amministrazione comunale che costruisce autosilo, alberghi e villaggi residenziali non sia in grado di trovare 9 m2 di suolo comunale (tanto occupa l’erogatore) per accogliere un servizio così importante e vitale per la cittadinanza come la fornitura di acqua a bassissimo costo e impatto ambientale? Perché non si è pensato, ad esempio, al piazzale antistante le ex scuole proprio nel centro di Carate Urio, con parcheggio e di facile accesso?
Evidentemente gli interessi della popolazione non sono prioritari per questa amministrazione!

 

Pandakovic: La passione per il nostro lago

Incontro al Palagenesio con l’Arch. Darko Pandakovic

 

L'elogio della bellezza delle sponde lariane è stato al centro dell'incontro che abbiamo organizzato il 12 novembre presso il Palagenesio con la popolazione e l'arch. Darko Pandakovic, docente di “Architettura del paesaggio” presso il Politecnico di Milano, ex sindaco del Comune di Brunate e da 30 anni consulente dell'Unesco. Il tema proposto poteva apparire scontato, ma durante lo svolgimento della serata, man mano ci si rendeva conto di come quello del paesaggio sia un argomento che va continuamente stimolato e approfondito, per affinare le sensibilità di ciascuno, per meglio comprendere l'importanza di preservarlo, sottraendolo alle continue ferite cui viene sottoposto.
L'ambiente in cui
viviamo ha detto Pandakovic, è stato rispettato dalle generazioni che ci hanno preceduto, che hanno costruito man mano i paesi che conosciamo, adottando forme architettoniche e colori in sintonia con tutto ciò che li circonda.
Oggi, invece, cosa sta succedendo al nostro territorio? A supporto delle parole, sono state proiettate immagini rappresentative del bello e del brutto con cui attualmente conviviamo. Il palese contrasto ci auguriamo sia servito ad acuire la consapevolezza che ciò che accade all'ambiente riguarda tutti noi.
La partecipazione del pubblico, emozionato e attento, è stata numerosa, ma hanno brillato per la loro assenza i nostri amministratori e quelli dei comuni rivieraschi limitrofi.

Forse hanno ritenuto di non aver niente da imparare, oppure per il timore di essere contestati hanno scelto di girare al largo. Evitare il confronto con esperti e la popolazione del resto, può loro consentire di continuare disinvoltamente a seguire il percorso che purtroppo conosciamo

 

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